Io sono mia

Io sono mia!
La Schiassi se n’è andata, lieve. All’improvviso, forse senza accorgersene, ci ha lasciate. In un mondo oggi molto più brutto, senza di lei.
Sorridente, bella e combattiva, come è in questa foto, come è sempre stata, come è nel nostro cuore e nella nostra testa.
Compagna di lotte, di serate passate a ridere e a discutere, di infinite riunioni, di occupazioni, di racconti di sesso e di scopate, di viaggi, di assemblee, di storie di galera, di streghe, di canne, di manifestazioni, di transiti e quadri astrali, di teatro femminista.
Sandra era una donna libera. Sandra era la donna più intelligente che abbiamo conosciuto. Per alcune sorella, per alcune madre buona, leader suo malgrado, lei che non ha mai voluto esserlo. Prima di tutto femminista. Con lei abbiamo esplorato i nostri corpi con gli speculum e gli specchi, le nostre relazioni con l’autocoscienza, abbiamo pensato scenari di altri mondi possibili, una società femminista, una società senza classi.
Era Sandrina nel ’68, militante del movimento, davanti alle fabbriche nell’autunno caldo e in Potere Operaio, convinta del rifiuto del lavoro. Ha attraversato le contraddizioni della militanza con i maschi fino alla scelta di organizzare il primo nucleo femminista a Bologna, con le sue compagne e con le donne che in quegli anni cominciavano la loro presa di coscienza. Diventò una pratica che, partendo dal corpo di ognuna, individuava le urgenze e le necessità, necessità che, in quel momento, si tradussero nella lotta per l’aborto libero e nella pratica autogestita. L’8 marzo del ’77 era nel corteo che era andato ad occupare una casa per farne il Centro delle donne. Nessuna si aspettava la violenza feroce della polizia. Come diceva sempre lei, fu la prova generale dell’11 marzo.
Le strade del femminismo l’hanno portata in Palestina e in Ex Jugoslavia e oggi a sostenere la rivoluzione femminista delle donne curde. Fino a ieri, ha lavorato nell’associazione Armonie che ha contribuito a fondare, in seguito ad alcuni stupri avvenuti al Fossolo, con le donne del quartiere fra le quali la partigiana e sua grande amica Amedea. Insieme hanno zappato, seminato e raccolto nell’orto le zucchine e le rose.
Ad Armonie faceva anche doposcuola con i bimbi e le bimbe migranti che aiutava nei compiti e portava al mare. Non solo militanza ma profondo coinvolgimento emotivo, come in tutto ciò che ha fatto.
E’ stata la nostra compagna in tutte le lotte delle donne di questi lunghi anni.
Lei che credeva, come noi, nella morte della famiglia, ha molto amato la sua famiglia allargata, con la generosità che perdona e non punisce, nella consapevolezza delle sue contraddizioni.
Di tutti i pensieri, di tutte le parole che non possiamo più dirti… Sandra, ci manchi.
Anna Patrizia Teresa

Per Sandra

 Dalle pratiche del self-help, le lotte per l’aborto e la contraccezione negli anni ’70 alla divulgazione degli  studi sul sacro femminile di Marija Gimbutas fino all’ultimo dei suoi amori, la lotta, la splendida lotta delle donne curde, così la chiamava.

Sandra era una “pasionaria”, abbracciava con entusiasmo una causa senza mollarla mai.  E aveva il dono di trasmettere le sue passioni, con leggerezza. Così in men che non si dica ti ritrovavi a organizzare un convegno con Mary Daly, a tradurre e sottotitolare un documentario di Marija Gimbutas, a scrivere un articolo per una rivista curda. Intuitiva, intelligente, affettuosa, arrogante anche, un po’ strega.

Marija Gimbutas la chiamava, la Marija, le aveva cambiato la vita, diceva, perché con i suoi reperti aveva testimoniato che un mondo non sessista era possibile. E lei lo aveva sempre sognato.

Con le Armonie iniziò nel 2000 a organizzare i convegni sulla Dea e da allora non ha mai smesso di diffondere quel sapere.  Anche ai bambini delle scuole elementari, presentandosi con qualche copia delle statuine parlava della sacralità del corpo delle donne, di quando dio era una donna, e di quando le donne non erano escluse dalla gestione della cosa pubblica. Amava in modo viscerale i bambini, con cui organizzava i doposcuola alle Armonie.

Mi telefonò una sera qualche tempo fa e mi disse “allora quando ci vediamo per organizzare il convegno?” Le chiesi, quale convegno? “Bè, quello delle curde e delle società matricentriche”. Era un’idea buttata lì un mese prima a una festa di compleanno tra una coppa di champagne e due tartine. Dovevamo vederci domani.

Ti piaceva lo champagne, per  la magia di quelle bollicine e la spuma delicata, la sua fragilità e leggerezza dorata.

Così, mi piace pensarti con la Marija oggi, mentre insieme brindate a un “ Loro hanno le armi, Noi, lo champagne!”

Nicoletta

link che aprono scritti di Sandra

 

Una risposta

  1. armoniewomen ha detto:

    ciao Sandra ci mancherai