25 e 26 Aprile 2026
“Sto lottando, mamma, non solo per me ma per tutte le donne, quelle che ora sono giovani e per quelle che verranno. Grazie Amedea per aver lottato anche per noi
Ci incontriamo nelle strade, nelle piazze, nelle cucine e nella libertà.
Il 26 aprile partecipiamo all’iniziativa delle Cucine Popolari con una dedica speciale alle nostre partigiane Amedea Zanarini (Catia) e Vittorina Dal Monte. E ricordiamo anche le altre partigiane bolognesi attraverso una esposizione di opere a loro dedicate e un’ installazione a Renata Viganò, di cui ricorrono i 50 anni dalla morte. Per prenotare la cena cliccate qs link forms.gle/oS7cfDPMsZ7A2k787 e se volete aggiungete al vostro nome Armonie per stare insieme. Vi aspettiamo!
BIOGRAFIA DI AMEDEA ZANARINI
BIOGRAFIA DI VITTORINA DAL MONTE
Ciò che vogliamo ricordare di Amedea e Vittorina, tra le tante che ci sarebbero, per tenerle presenti qui con noi e perché questa non sia “solo” una dedica ma una storicizzazione del passaggio di consegne che abbiamo avuto come donne contemporanee dalle nostre progenitrici o antenate che dir si voglia, è il loro proseguimento della militanza per tutta la vita, è l’essere state partigiane ed essere rimaste partigiane sempre.
Entrambe consapevoli della condizione delle donne attraverso l’osservazione delle proprie vite e poi sia nella Resistenza che nel dopo-guerra attraverso la militanza nel PCI e successivamente nel movimento delle donne, ed averne fatto strumento di emancipazione per tutte.
Entrambe hanno fatto parte di associazioni quali Armonie e Orlando e hanno guardato il movimento femminista in linea di continuità con il loro attivismo, continuando ad interrogarsi e a lottare sempre per la libertà e autonomia delle donne.
Sappiamo – come già accennato nella biografia – che Amedea è stata fondatrice dell’associazione Armonie nel 1994 e ne è stata per anni la presidente, fra le promotrici del Centro di ascolto e aiuto Voci di donne, rivolto a donne che si trovano in situazioni di difficoltà di varia natura e di violenza, attivo all’interno di Armonie dal 2003.
Su Vittorina – tra le tantissime cose da dire – ricordiamo una iniziativa femminista dell’8 marzo del ’73 che recitava “Le mimose non ci bastano più” in cui Vittorina è invitata per una testimonianza sulla Resistenza e una giovane donna, al termine del suo intervento, la rimprovera aspramente e le dice “intanto tu mi devi spiegare perché siete tornate a casa, perché voi siete tornate a casa, e non avete mai lottato per la liberazione della donna”
Vittorina rimane un pò scossa da questa veemenza e da questa accusa che non si aspetta con quel voi che prende una distanza anche generazionale,ma poi risponde nel merito:
“Intanto non è vero che siamo tornate a casa, se tu mi dici che abbiamo fatto una lotta emancipatoria, questo è vero. Ma dimmi tu, in quelle condizioni come era pensabile a quell’epoca… probabilmente con la cultura delle donne di oggi, la distruzione non ci impedirebbe di tener conto anche di noi, ma allora non avevamo coscienza, non avevamo niente di tutto questo”
Testimonianza tratta da “Attraverso il Novecento Vittorina dal Monte tra partito comunista e movimento delle donne (1922-1999)” di Elda Guerra
A questa interpretazione, dell’essere tornate nelle case, che è anche storiografica, a cui corrisponde anche un senso comune e una divulgazione giornalistica, Vittorina ha continuato ad opporsi sempre e al contempo ad interrogarsi negli anni.
Ad esempio, ha promosso un comitato promotore per la ricerca sulla resistenza e passione politica delle donne in Emilia-Romagna e attraverso una serie di numerosissime interviste questo comitato ha ricostruito la storia meno visibile che è confluita nell’archivio della memoria delle donne.
E comunque questo stimolo al capire anche retrospettivamente cosa era successo e se davvero lei e le sue compagne avessero consentito il “ricucirsi della soggezione femminile” spezzata durante la guerra, in Vittorina fu sempre presente: al contempo è pur vero che sia Vittorina che Amedea sono state testimonianza vivente che c’è anche stato altro soprattutto in Emilia-Romagna dove numerose donne hanno proseguito con grande passione e partecipazione l’attività politica.
Queste analisi ci riportano all’oggi perché come Armonie siamo abituate a lavorare sulle storie invisibilizzate delle donne, ed è anche questo ciò che ci hanno insegnato e dimostrato Amedea e Vittorina: è lottando insieme che si può cambiare la società ed interrompere i meccanismi di prevaricazione e di violenza.
Grazie Amedea e Vittorina!














